Prima promette luce e poi svanisce. Ora sembra vicina, subito dopo si dissolve. Prima raggiungibile, diventa improvvisamente un’ombra. La felicità non è mai dove si crede che sia e scompare proprio quando sembra possibile afferrarla.
La felicità, forse, è sopravvalutata.

La felicità
Quando, all’alba, dall’ombra s’affaccia,
discende le lucide scale
e vanisce; ecco, dietro la traccia
d’un fievole sibilo d’ale,
io la inseguo per monti, per piani,
nel mare, nel cielo: già in cuore
io la vedo, già tendo le mani,
già tengo la gloria e l’amore…
Ahi! ma solo al tramonto m’appare,
su l’orlo dell’ombra, lontano,
e mi sembra in silenzio accennare
lontano, lontano, lontano.
La via fatta, il trascorso dolore
m’accenna col tacito dito:
improvvisa, con lieve stridore,
discende al silenzio infinito.
Dalla sezione Elegie della raccolta di poesia Myricae di Giovanni Pascoli