Luglio nel nostro immaginario è il mese più luminoso e vitale dell’anno; momento simbolo dell’estate e del suo vigore. Ma Ungaretti guarda oltre: l’estate, ed in particolare la sua deflagrazione nel mese di luglio, è una furia implacabile, spietata, che tutto mortifica e imbruttisce.

Di luglio
Quando su ci si butta lei,
Si fa d’un triste colore di rosa
Il bel fogliame.
Strugge forre, beve fiumi,
Macina scogli, splende,
È furia che s’ostina, è l’implacabile,
Sparge spazio, acceca mete,
È l’estate e nei secoli
Con i suoi occhi calcinanti
Va della terra spogliando lo scheletro.