Anna Achmatova, una delle più celebri poetesse in lingua russa, ha messo sempre l’amore al centro dei suoi versi. Grandi pittori l’hanno raffigurata, qualcuno di loro l’ha amata e ne è stato amato (pensiamo alla breve ma intensa liaison con Modigliani).

Appassionata della lingua italiana, Achmatova riteneva Dante il più grande poeta di tutti tempi e confessava, con la modestia dei grandi, di leggerlo continuamente in lingua originale.

Ho appreso a vivere con semplicità

Ho appreso a vivere con semplicità, con saggezza,
a guardare il cielo e pregare Iddio,
e a girellare a lungo innanzi sera,
per stancare l’inutile angoscia.

Quando nel dirupo frusciano le bardane
e declina il grappolo del sorbo giallo-rosso,
io compongo versi festevoli
sulla vita caduca, caduca e bellissima.

Ritorno. Mi lambisce il palmo
il gatto piumoso che ronfa con più tenerezza,
e un fuoco smagliante divampa
sulla torretta della segheria lacustre.

Soltanto di rado squarcia il silenzio
il grido d’una cicogna volata sul tetto.
E se tu busserai alla mia porta,
Mi sembra che non udrò nemmeno.

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