A settembre l’estate inizia il suo commiato. Indecise, sfilacciate, meno ardenti, le sue giornate si fanno più brevi. Si percepisce la decadenza di una stagione, prima gloriosa, ora più intima.
Hermann Hesse nella sua splendida poesia personifica l’estate settembrina come fosse un essere umano capace di ridere, tremare, rattristarsi. Forse, mentre crea, sta pensando a se stesso e alla propria età: ha scritto la poesia, infatti, al compimento dei suoi cinquant’anni.

Settembre
Triste il giardino: fresca
scende ai fiori la pioggia.
Silenziosa trema
l’estate, declinando alla sua fine.
Gocciano foglie d’oro
giù dalla grande acacia.
Ride attonita e smorta
l’estate dentro il suo morente sogno.
S’attarda tra le rose,
pensando alla sua pace;
lentamente socchiude
i grandi occhi pesanti di stanchezza.