Trieste, Freud, l’ultima sigaretta: tre indizi rivelatori.

Quando, tardi, la compagnia si sciolse, Augusta lietamente mi disse:

— A domani!

L’invito mi piacque perché provava che avevo raggiunto il mio scopo e che niente era finito e tutto avrebbe continuato il giorno appresso. Essa mi guardò negli occhi e trovò i miei vivamente annuenti così da confortarla. Scesi quegli scalini, che non contai più, domandandomi:

— Chissà se l’amo?

È un dubbio che m’accompagnò per tutta la vita e oggidì posso pensare che l’amore accompagnato da tanto dubbio sia il vero amore.

Italo Svevo,
“La coscienza di Zeno”

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