Nessun uomo resta indifferente nel guardare il cielo costellato di stelle. Fin dai primordi dell’antichità gli uomini si sono rivolti al cielo e ai suoi misteri.
Già i Caldei nel 4000 A.C. conoscevano le costellazioni e ne fecero schemi stellari. Conoscevano anche le stelle singole; furono loro che inventarono l’Astronomia, ma anche l’Astrologia. Collegarono gli avvenimenti terrestri ai fenomeni celesti; sapevano benissimo che la terra era tonda e conoscevano la precessione degli Equinozi.
L’Astrologo Peter Lancaster Brown ha indicato il luogo dove, nel 5000 A.C., si trovavano gli antichi disegnatori delle costellazioni, si sarebbero trovati vicino al 36° parallelo di latitudine nord, in un luogo dell’Asia Minore tra l’America e la Mesopotamia, la terra dei due fiumi, il Tigri e l’Eufrate. In questo luogo straordinariamente limpido si può osservare il cielo perfettamente.
Anche Diodoro Siculo ha scritto che i Caldei conoscevano meglio degli altri il corso degli astri e la loro influenza sull’attività umana. Prevedevano le alte e le basse maree psichiche che influenzavano l’uomo.
La scienza dei Caldei è la scienza dei Magi.  Abramo, originario di Ur dei Caldei è vissuto nel 1900 A.C.,  fu astrologo e profeta, credette nel Dio unico e fu padre del popolo ebraico. L’Astronomia e l’Astrologia passarono dalla Caldea all’Egitto, ma furono patrocinio dei soli Sacerdoti egizi iniziati ai misteri; il popolo era idolatra e ignorante. Mosè venne dopo Abramo e fu istruito nella scienza segreta dagli antichi Egizi, quindi conosceva la dottrina del Dio unico.
E poi ci fu il Faraone Ekhnaton che volle svelare al popolo idolatra il Dio unico, sotto la forma del Dio Sole. Proclamò che Aton era il Dio di tutti gli uomini e che era la chiave della vita.
Finalmente ciò che i Caldei e gli Egizi sapevano nel mistero si avverò. La nascita del Dio Solare era fissata tradizionalmente al Solstizio d’inverno, al momento in cui il sole raggiungendo il punto più basso al Tropico del Capricorno inizia a crescere d’intensità e a salire nell’Eclittica.
L’astrologo greco Antioco, che era a conoscenza della tradizione misterica, contrassegnò questo nome con una celebre frase: “Dies solemnis solis crescit Lux”.
Vario Avito Bassiano, di origine siriaca, diventato imperatore, introdusse nell’Impero Romano il culto del Dio Sole El Gebol  assumendo il nome di Elio Gebol.
Poi nel 270 l’imperatore Aureliano istituì la festa del Sole il 25 dicembre con la frase: ”Dies Solis Invicti”.

Costantino, infine, nel 313 concesse la libertà di culto ai Cristiani e si fissò la celebrazione della Nascita di Gesù Cristo al 25 dicembre perché il Cristo fu giudicato il Sole di giustizia che porta vita e luce al mondo. Il sole sorgente e splendente è il simbolo del Messia.  Al Solstizio d’inverno il sole, pur trovandosi nel punto più vicino alla terra, pare più lontano, ma la Cristianità festeggia la sua nascita. Da chi fu onorato per prima Gesù? Dai Magi, reduci Caldei perché loro sapevano cosa sarebbe avvenuto nel mondo. Avevano letto nelle stelle l’annunzio della discesa dell’Avatar sulla terra, nel corpo di Gesù di Nazareth. L’Epifania è la splendida stella del mattino, la manifestazione divina, l’apparizione della Luce Vera.
I tre Re Magi zendici Gaspar, Melchior, Baldasar, astrologi iniziati, resero omaggio a Gesù donandogli oro, incenso e mirra, emblemi del Sacerdozio Regale secondo l’ordine di Melchisedek redentore dell’umanità. Ma qui la storia è ancora lunga e in divenire.

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